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Finanziaria 2008 - contributi all'editoria |
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I contributi diretti alle imprese editoriali sono rideterminati in base alla diffusione effettiva, alla tiratura e ai costi sostenuti per edizione e distribuzione. È previsto un contributo annuo pari al 40% dei costi per la testata e non oltre i 2,2 milioni per ciascuna impresa; un versamento di 200 mila euro per tirature comprese tra 10.001 e 50 mila copie; di 400 mila euro per ogni scaglione di 10 mila copie di tiratura compresa tra 50.001 e 150 mila copie. Quanto ai giornali di partito «potranno accedere ai contributi dello Stato solo le testate considerate come organi di partito e legate a un gruppo parlamentare ». E non più di una testata per partito. E a proposito di cooperative editoriali: dovranno essere costituite da «giornalisti a tutti gli effetti» e i contributi dovranno essere rapportati ai costi (non supereranno il 60% per i giornali di partito, il 50% per le cooperative). Per tutte le altre aziende editrici sono previsti crediti d'imposta legati alle spese di spedizione postale e agli investimenti per l'innovazione. Un'altra novità riguarda l'iscrizione al Tribunale, requisito molto discusso nel periodo della new economy quando diversi siti su Internet per il fatto di non essersi iscritti non venivano considerati siti giornalistici. Il ddl elimina l'obbligo di registrazione, ma «occorrerà iscriversi al registro degli operatori della comunicazione (Roc)».
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